Storie di cani

L' APPROCCIO PERFETTO
Io ho sempre avuto cani: incontri del terzo tipo.
Camminavo con il mio Alano, cui avevo installato una gopro sulla schiena, in centro a Carpi, quando tutto a un tratto una signora estremamente gentile quanto chiassosa gli si è avvicinato, piegandosi leggermente verso di lui, parlando abbastanza forte ed allungando ( sempre verso di lui) una mano.
Ho scattato in rapida success...ione varie foto e questa raffigura perfettamente il momento.
Lui era libero, ha ringhiato e si è allontanato.
Qualche parola borbottata, giustamente, contro la mia gestione (il cane va sempre tenuto legato e me ne assumo la responsabilità) e poi rapidamente si è allontanata.
Da un lato mi fa piacere che una signora si avvicini ad un cane di 80 kg senza esitazione, dall' altro temo sempre di più un' ignoranza (cinofila) che stabilisce regole molto vaghe e spesso errate.
Sempre più spesso si crede che se porti un cane in un centro storico allora lui debba sopportare qualsiasi tipo di interazione ma in realtà ciò che è fondamentale sono spazi e distanze di sicurezza entro cui il cane possa sentirsi sicuro e a proprio agio.
Se cade questo, cade tutto.
E poi chi ha stabilito la ringhiata sia una comunicazione sbagliata..
L' INTEGRAZIONE DEL CANE.
Come si ottiene?
Credo che questa foto sia emblematica.
Stavo facendo una passeggiata con una mia cliente ed il suo bull, e, abbiamo deciso di entrare in libreria.
Girato l' angolo, appena dopo la cassa, abbiamo incrociato questa ragazza che presa alla sprovvista si è ritratta sulla sedia e ha praticamente avuto una paresi facciale.
Allora mi sono chiesto quanto sia realmente fattibile una integrazione totale del cane.
Tralasciamo un attimo i cani e prendiamo l' essere umano.
E' talmente poco abituato a trovarsi in contesti condivisi col cane che assume atteggiamenti innaturali.
Avesse girato l' angolo una persona, si sarebbe continuato con l' indifferenza, dovuta alla profonda conoscenza che esiste tra le persone.
L' educazione cinofila va benissimo, forse però, prima di ogni altra cosa servirebbe una profonda cultura cinofila, quella cultura che ti fa conoscere il cane, cosa fare nei vari contesti e molto altro ancora.
La cultura cinofila è fondamentale anche e soprattutto per coloro che dei cani hanno paura, perchè se conosci puoi continuare a temere con cognizione di causa evitando degli aggravamenti.
Utopistico?
Forse si, ma alla fine..chi se ne frega!!!
LA CURIOSITA' PORTA ALL' AUTOSTIMA.
Sembrava solo una grata e invece..
Voi non avete idea di quanto mi renda felice vedere un cane fifone e reattivo come questo, che incuriosito dai pesci e dal signore con in braccio il bimbo se ne frega della diffidenza e quasi trattenendo il fiato infila la testa in mezzo alla grata.
Fulmineo.
Poi ripete il gesto e questa volta rimane li..fermo..ad osservare e conoscere tutto il contesto che lo aveva attirato.
La sua curiosità gli ha fatto fare una cosa inaspettata che ha portata ad un aumento dell' autoefficacia e conseguentemente dell' autostima.
Secondo me, questi sono i miglioramenti cui bisogna puntare.
Proviamo a pensare come un cane e valorizzeremo dei piccoli miglioramenti che andranno a costruire una fiducia che farà da base alla relazione.
Però..esiste un però sempre..
Alla gente che il cane faccia così non interessa nulla..
CANE vs. CANE
L' importanza del parchetto e della libertà.
Camminando con Nori (bulletta di 2 anni) e giunti in un parchetto urbano sbuca un cagnetto molto carino che noi chiameremo "randagello" perchè non ho visto padroni in giro.
Io e la proprietaria liberiamo la nostra bulletta, annusata di culi reciproca, noi che ci allontaniamo, lui che annusa per terra non molto a proprio agio, lei che capisce,molla il colpo, ci raggiunge e dopo due feste si fa rilegare pronta a ripartire nella camminata.
Semplice.

Costruttivo (due cani liberi sono anche liberi di comunicare).

Indolore ( due cani liberi di comunicare, al 99% decidono di farlo pacificamente).

Istruttivo (Nori è un po' gasatella e tramite vari segnali randagello le ha fatto capire che stile adottare).

Appagante (Nori può incontrare un cane e ricongiungersi in maniera gratificante con la sua padrona).
 
E pensate un po': è un bull che non ha fatto danni..
LE MOTIVAZIONI.
Cosa piace al mio cane?

La domanda che tutti dovremmo porci quando siamo davanti al nostro cane è proprio: "chi sei?".
Ponendoci questa domanda ammettiamo di essere pronti ad accettare un nostro inserimento nei gusti e nel mondo di quel preciso soggetto.
Il "chi sei" è anche sancito da ciò che a quel cane piace..
Intendiamoci..va benissimo desiderare di fare la qualunque con Fufi, a patto che a lui piaccia o quantomeno sia in grado di sopportarlo.
Camminando per le città si vede spesso un bellissimo cane con una bellissima proprietaria che prendono il caffè ins...ieme seduti al tavolino.
Benissimo..ottima capacità integrativa, ma per arrivare a questo risultato è fondamentale dare piacere al nostro cane.
Le motivazioni sono vocazioni.
E' tutto ciò che piace fare al cane e, se vogliamo assicurarci di attivare realmente una relazione, sarà meglio occuparsene ogni giorno.
Ovviamente il carattere del cane si forma attraverso l' appagamento ma anche attraverso una guida che sia in grado di non esagerare le vocazioni.
Ogni giorno dobbiamo trovare un buon bilanciamento tra ciò che al cane piace fare, appagandolo e bilanciandolo in modo che non diventi un' ossessione.
Poi prendiamo tutto ciò che gli crea difficoltà o non gli viene così spontaneo e facciamo in modo che migliori.
Partendo dalla domanda "cosa piace fare al mio cane", possiamo adottare il soggetto più adatto a noi, possiamo dargli uno stile di vita che lo appaghi, bilanciando il bello e il brutto senza creare fraintendimenti.
Impariamo prima che cosa gli piace poi facciamolo insieme.
Dove sta scritto che un molosso diventa aggressivo giocando al tira & molla??
Ricordiamocelo:"Chi sei?"
​L' INTEGRAZIONE
Vivere in città.
 
Integrare significa  inserire completando..e detta così sembra semplice..sembra..
sembra perchè il comportamento che è stato adattativo nella storia della specie non lo può essere nel delirio della città di oggi.
Ecco allora che diventa fondamentale che la persona diventi un referente per il suo cane, perchè se si vuole muovere l' apprendimento (per integrare) bisogna obbligatoriamente stare nella relazione.
La crescita, e conseguentemente l' integrazione non è enucleabile dalla relazione.
Ma allora come si lavora per integrare un cane oggi?
E' semplice: VIVENDO..e capendo bene quando chiedere un' esperienza e quando evitarla.
E' la differenza tra abituazione e sensibilizzazione.
Questo è il fantastico cantiere (ancora aperto) della zooantropologia.
 
 
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Chi Sono

Partiamo da chi sono stato?

Sono stato un ragazzo che si è innamorato della bellezza dell'alano prendendone uno e diventando purtroppo un proprietario sciagurato, talmente tanto amante del proprio cane, da farlo vivere in una bolla di cristallo, vietandogli esperienze, temendo costantemente che potesse accadergli qualcosa, rendendolo un cane inizialmente desideroso di vivere senza però saperlo fare, poi fortemente reattivo e talvolta minaccioso.

Ho chiesto l'aiuto di vari professionisti, ma la mole del mio cane rendeva tutto quanto complicato ed inefficace. Poi l'incontro con D.M.(un istruttore cinofilo per fortuna atipico) che valutando Ettore (il mio cane) mi disse: "E' un buon cane che dovrà imparare a gestire tanta frustrazione dovuta alla sua mole, ma che ce la può fare, non tramite un percorso educativo, ma tramite uno stile di vita."

Da lì ho studiato, sperimentato e deciso di diventare io stesso il cambiamento che volevo ottenere dal cane, perché un conto è cercare un addestramento un altro è capire perché non funziona e cercare una risposta nella comunicazione dei cani.

Non credo nel concetto di "educazione di base", ma credo profondamente nella conoscenza precisa del soggetto che si ha davanti e a volte nell'accettazione del suo carattere, perché solo così si potrà entrare in contatto con lui ad un livello profondo.

Non esiste un cane aggressivo in quanto tale, ma piuttosto un cane che esprime un disagio in quel dato momento, quindi il mio lavoro è quello di togliere questo disagio e trovare un buon bilanciamento tra benessere e stress funzionale all'inserimento positivo del cane nel contesto in cui deve vivere.

Quindi chi sono? Sono Gianluca Setti, un Dog Trainer che cerca di trovare lo stile di vita più corretto per quel cane e quella famiglia: questa è l'educazione cinofila che mi piace proporre.

Recensioni


“Volevamo ringraziare Gianluca setti per la professionalità e la bravura che ci ha messo nel insegnare a noi e al nostro cane a superare certi scogli che a noi ci sembravano in sormontabili .”
Elena

“Ho iniziato un percorso con i miei due cani insieme a Gianluca e oggi ho appena concluso la prima parte con la mia golden..ho imparato tante cose, cose che spesso noi diamo per scontate..ho visto la mia golden correre libera nel parco per la prima volta insieme a lui..in quel momento ho capito cosa significa veramente vivere con il proprio cane in modo corretto..posso dire che per lui non é solo lavoro..ci mette passione e testa..felicissima di averlo conosciuto e di aver iniziato questo percorso”
Anna

“Un grazie immenso per la professionalità, la pazienza ,l'andare oltre il visibile....per Biscotto.Non è facile trovare chi mette passione nel proprio lavoro.”
Daniela

“Una persona fantastica che mi ha insegnato cosa vuol dire gestire una relazione comportamentale tra l'essere umano ed il proprio cane.E penso non sia ancora finito il percorso perchè noi essere umani abbiamo ancora tanto tanto da imparare!”
Nicco

“Grande competenza. Il percorso effettuato ci ha permesso di aumentare l'affiatamento e gestire in libertà le pulsioni emotive. Il lavoro é costante e i frutti si vedono in fretta.ogni aspetto sociale della vita del padrone e del cane viene valutato e il lavoro si struttura anche su questo. Un enorme ringraziamento a Gianluca per la passione ed i consigli dati.”
Massimo

“Professionale ed estremamente competente. Ci ha insegnato molte cose e ci ha dato modo di vedere le situazioni difficilmente gestibili da una prospettiva completamente diversa. Più costruttiva per noi e i nostri cani. Continueremo a lavorare con lui di sicuro. Raccomandatissimo!”
Alex